May 18

Si, so lo… sono arrivato molto tardi, lo ammetto.

Ma ora anche io ho iniziato a fare buon uso dei nuovi microformats dell’HTML5, per dare un boost allla mia figura professionale. Troppo tempo sono stato zitto, o ho scritto troppo poco, è il momento di cambiare.

E’ da una settimana che mi son dedicato a stimolare Google affichè mi riconosca come autore delle mie opere, per poche che sono… ed è curioso che i rich snippet siano apparsi su un post molto vecchio, del 2007:

Dovrei aggiornalo, troppe cose sono cambiate ma i suggerimenti di base sono ancora validi… anche se oggi non bastano proprio!  Ma poco importa, quello che volevo è avere la mia faccia vicino ai miei post, che saranno sempre più frequenti. Ci sono riuscito in una settimana, non male.

Però la strada è ancora lunga, molti amici e colleghi più giovani di me (almeno per quel che riguarda l’esperienza sul web) hanno già i loro mark-ups settati a dovere, la mia pigrizia e il mio voler star “dietro le quinte” mi hanno lasciato un po’ indietro…

Ma è solo un piccolo ritardo che so già come recuperare, se volete appofondire anche voi il tema dei microformats e dei rich-snippets, ecco un paio di links un po’ tecnici da leggere, per guide più user-friendly cercate su google le parole “microformats”, “rich snippets” e “authorship” (se vi interessa l’attribuzione intellettuale delle vostre opere):

http://microformats.org/

http://schema.org/

http://schema-creator.org/ utile tool creato dai ragazzi di Raven per avere i tags pronti all’uso

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May 17

Dopo Google Penguin tutto il mondo del SEO è cambiato, nulla è come prima.

Le tecniche di basso livello, come le submissions a directory generiche, se già erano state fortemente devalutate, ora sono pressocchè inutili.

Ma possiamo dare torto a Google?

Direi di no, chi usa ormai le vecchie directories, residuo dell’era pre-motori di ricerca?
Io credo nessuno, tutti aprono Google e cercano là quello che gli serve, e se vedono una directory old-style la saltano e basta: non è quello che stanno cercando.

Le vecchie directories ormai le usano solo i SEO per fare link building di basso livello, ma ormai anche questa pratica è stata resa completamente inefficace dall’azione combinata degli ultimi due updates di algoritmo di Google, cioè il Panda (che ha svalutato tantissimo le directories per i loro poveri contenuti) e il Penguin, che ha punito i siti che hanno links provenienti da loro, o gli ha tolto quasi ogni potere, abbassando di conseguenza le loro posizioni in classifica a favore di altri siti con link più naturali.

Ma questi sono solo alcuni dei fattori che sono stati completamente rivoluzionati nell’ultimo mese. Infatti si parla anche di over-seo o over-optimization, widget e footer links, NEGATIVE SEO, domini parcheggiati e tanto altro… da Google stanno cambiando tante cose contemporaneamente, così tante che spesso è difficile capire da che update si sia stati colpiti o avvantaggiati.

Infatti ogni caso è diverso e Penguin non sempre ha fatto un ottimo lavoro, come scritto in questo interessante articolo su webpronews che mostra come un sito con ottima popolarità social (+10.000 likes su facebook, +15.000 follower su Twitter, ecc…) sia stato colpito dal Pinguino, probabilmente perchè ha distribuito gratuitamente ai suoi utenti un tema e un widget per Wordpress con un link al loro sito. Anche questo tipo di links sono stati presi molto di mira, spesso ingiustamente perchè provengono da vecchi temi e widget creati anche prima dell’invenzione del rel=”nofollow”.

Questo pone un grande problema a chi deve gestire la visibilità di un sito con una lunga storia alle spalle.

Anche links di 5-6 anni o più, che fino a ieri passavano “link juice” (potenza) ora forse stanno passando una bella penalizzazione.

La VECCHIA SEO è morta, lunga vita alla NUOVA SEO!

A questo punto, le attività migliori da fare sono:

LINK PROFILING
E’ il primo passo da fare per vedere se avete la “coscienza pulita” e non correre rischi anche per il futuro. Si tratta in sostanza di ricavare il profilo dei backlinks del proprio sito, cioè la lista dei siti/urls che puntano a voi.

Dopo la “morte” di yahoo che mostrava quasi tutti i backlinks gratuitamente, le nuove alternative per scoprire i propri links sono Seomoz con il suo Opensiteexplorer, MajesticSEO e, il più completo non chè gratuito, Google WebMaster Tools, come scritto anche  Per usare quest’ultimo, dovete dimostrare di avere l’accesso e quindi la proprietà del sito inserendo un file nel dominio oppure usando altri sistemi di verifica, ma conviene assolutamente farlo perchè potreste avere messaggi da Google poco piacevoli che vi aspettano…

Anche Majestic permette di avere gratuitamente un report sui backlinks se si verifica il sito, non perdetevelo, andate in free reports! ;)

A dire il vero ci sono anche altri tools che uso per fare backlink profiling, ma di questi parlerò molto presto nel nuovo blog che sto creado appositamente e che si chiamerà WM Tools Reviews, ora è vuoto ma aspettate qualche giorno. ;)

Ma torniamo a noi: per dimostrare le differenze di risultati dei tre tools, eccovi un esempio pratico di cosa mi è apparso cercando i backlinks di un sito:

Open Site Explorer                785 domini unici che linkano il sito
Majestic                                746 domini unici che linkano il sito
Google Webmaster Tools      1249 domini unici che linkano il sito

Come potete notare, la differenza è notevole. D’altronde, con tutti i datacenter che ha, chi meglio di Google può conoscere i backlinks di un sito?

LINK PRUNING

Dopo che si ha in mano la lista dei backlinks del proprio sito, si può passare alla vera e propria pulizia, anzi “potatura” dei brutti links, visto che in inglese è stato chiamato “pruning”.

Si tratta di capire quali links sono buoni e quali è meglio rimuovere, contattando direttamente i webmasters se serve e seguendo indicazioni di base come queste, provenienti dal blog di Bruce Clay, noto esperto del settore.

Il link pruning merita certamente un discorso più approfondito, perchè cambia caso per caso, forse lo tratterò in qualche intervento successivo.

Piccolo suggerimento: se avete ripulito i links dei VOSTRI siti, potete andare in google webmaster tools e fare “fetch as Googlebot” seguito da un bel “resubmit to index”.  In caso abbiate rimosso dei links site-wide (su tutte le pagine del sito, in footer o colonna ad esempio), selezionate l’opzione per re-inviare tutte le pagine del sito a Google.   Questo dovrebbe accelelare il crawling, cioè il passaggio del Googlebot, e velocizzare tutto il processo.

LINK PROSPECTING

Tra i “nuovi termini” comparsi recentemente nel mondo del SEO c’è anche questo, particolarmente importante se avete fatto molta pulizia di links:  in questo caso, il vostro sito potrebbe soffrire di carenza di links e abbassare di conseguenza le proprie posizioni.

A questo c’è un solo rimedio: un’iniezione di links freschi DI QUALITA’.

Per fare questo, ormai si fa un bel “link prospecting” che non è altro che la somma delle tecniche mirate a creare backlinks di alto livello, ricerche altamente personalizzate e dedicate, che si trasformano sempre più nel costruire relazioni umane, piuttosto che nel compilare moduli automatici.

Per fare un buon link prospecting di un sito bisogna analizzare tutte le sue possibilità di links, e queste variano di volta in volta.  Presto scriverò qualche caso pratico, tanto per fare un esempio concreto.

Bisogna far lavorare molto intuito e fantasia, ma ci sono alcuni passaggi standard che possono essere applicati a tutti, eccone un paio:

  1. analizzare i backlinks degli avversari  (e cercare di ottenere gli stessi buoni links, evitando i cattivi!)
  2. valutare se il sito può essere iscritto in qualche associazione o portale in base al suo argomento (per attività commerciali, sempre chiedere un link al sito della propria camera di commercio, associazioni di cui si è membri, portali dedicati alla regione e provincia, ecc…)
  3. analizzare la tecnologia del sito e iscriverlo in portali dedicati, se possibile (siti di showcase di CMS come Joomla o Drupal, siti con codice HTML/CSS validato, siti sviluppati in HTML5, ecc…)
  4. …e tante altre tecniche simili.

Ma queste sono tecniche di medio livello, non troppo avanzato (dipende anche come sono eseguite, soprattuto la prima).

La tecnica migliore è sempre e solo una:  creare buoni contenuti e diffonderli nel modo giusto!

Così farete felici tutti: i vostri visitatori, Google e voi stessi! :)

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Apr 30

Non è la rivincita del mondo animale verso l’umanità, magari lo fosse! E non si tratta neanche del pinguino di Linux, purtroppo…

No, il fatto è che il 24 aprile Google ha implementato il suo nuovo algoritmo chiamato “Penguin”, dedicato a colpire i siti spammosi, l’over-seo, le matrici di links create ad hoc per il posizionamento e altri fattori.

Questo mio blog non è stato toccato dall’algoritmo, evidentemente i suoi contenuti sono risultati validi al suo passaggio… ma così non posso dire di tutti i miei siti, o dei miei clienti.

Attenzione, non si tratta di una penalizzazione così pesante come quelle arrivate recentemente a molti siti e che riguardavano i links non-naturali o la vendita degli stessi. E’ una cosa diversa, si vogliono colpire i siti troppo orientati al posizionamento e poco alla qualità dei contenuti.

E fino a qua ci siamo, infatti alcuni dei miei siti colpiti effettivamente erano poco più di un dominio parcheggiato, quindi niente da dire. Ma alcuni proprio no, secondo me non si meritavano questo calo di visibilità (per alcune key sono passati dalla 1° alla 3° o 4° pagina dei risultati).

Penguin ha penalizzato ingiustamente il mio sito, cosa posso fare?

Matt Cutts, portavoce ufficiale di Google per le comunicazioni tecniche, afferma che l’algoritmo non è perfetto e potrebbe aver colpito siti che non doveva toccare, quindi lui stesso invita gli utenti che si sono sentiti ingiustamente penalizzare a compilare un modulo per la revisione del sito, che potete trovare a questo indirizzo:  https://docs.google.com/spreadsheet/viewform?formkey=dEVxdmdRWFJRTjRoLWZVTHZkaTBQbkE6MQ&ndplr=1

Ma, prima di buttarsi a compilare il modulo, siate sicuri che il vostro sito non sia state penalizzato GIUSTAMENTE, andandovi a leggere le sempre valide linee guida per webmasters di Google.

Se siete sopravvissuti al Panda, attenti non a farvi colpire dal Pinguino! :)

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Jan 23

Sono iscritto a numerose newsletters di SEO, SEM e marketing ed ogni tanto mi arrivano promozioni di nuovi incredibili sistemi di links automatici o software che magicamente spingono il tuo sito sui motori, tutto garantito.

Ma è veramente così?

Certo, quanto è vero che gli asini volano (come direbbe qualcuno).

E’ facile lasciarsi sedurre da promesse di facili classifiche e guadagni, ma bisogna saper diffidare con molta cautela da quanti offrono sistemi “a prova di bomba”. Non esistono, soprattutto se ti addentri nella gray o blak-hat seo…

Esistono invece sistemi pericolosi, potenzialmente dannosi o completamente inutili nella migliore delle ipotesi.

Uno di questi è LinkAloha 2.0…. non conosco la versione 1, ma questa mi ha lasciato molto molto perplesso.

Il sito propone un sistema automatico di generazione links a pagamento (ecco già 2 parole che a Google proprio non piacciono, parlo di automatico e pagamento), a loro dire infallibile.

La cosa mi ha incuriosito perchè le iscrizioni erano bloccate, oggi veniva aperto per 250 nuovi utenti e così ho approfittato per iscrivermi e vederlo un po’ dall’interno, sono sempre curioso di capire dove si nasconde il “bluff” o la trappola per seo polli, sempre e inevitabilmente presente in queste offerte “automatiche”.

Infatti, nonostante tutte le belle parole del suo creatore riguardo la marea di link costruiti con andamento “naturale” su reti di blogs e siti di article marketing attivi da anni e autorevoli.

Hahahahahahaha.

La risata è obbligatoria, visto che il creatore del sito si smentisce con il suo stesso video di presentazione, che, se analizzato attentamente, vi farà capire che usare LinkAloha è pericolosissimo!

Ecco il video: http://www.youtube.com/watch?v=Yt-XzLoTrWk

Al minuto 9:21 potete vedere il report generato da LinkAloha, ecco uno zoom:

Gli urls che vedete in fondo sono quelli dove i links sono stati magicamente inseriti.

Visto che sono un curiosone, ho voluto verificare l’effettiva validità del tanto decantato networks “infallibile”.

E lì sono iniziate le brutte sorprese. Oddio, sorprese neanche tanto… la vera sorpresa è che sono peggio di quanto mi aspettassi!

Come vedete, i primi siti in lista sono di article directory.
Niente di male, se fatti bene e curati da moderazione umana.

Ma questi non sembra nulla di tutto ciò. Sembra invece molto molto artificiali, mega depositi di contenuti duplicati, e come ciliegina sono anche quasi tutti uguali, guardate:

Sarebbe un grave errore avere i propri links in siti come questi, di dubbia o nessuna utilità, con contenuti completamente fittizzi. Già questo mi ha fatto capire che LinkAloha non fa per me.

Ma sono andato oltre, ho voluto capire QUANTO fossero pericolosi. Ed ho scoperto che lo sono MOLTO.

Infatti, su 6 siti analizzati, 5 risultano a PR0 o n/a  e guardando meglio le pagine indicizzate sono… ZERO!!!

Siti completamente BANNATI da google, che li ha rimossi dall’index.

Guardate:

Ora non ho voglia di andare avanti e comunque non ha senso: avere links su siti bannati da Google è la cosa peggiore che possiate fare al vostro.

Le offerte di facili e veloci successi online non mancano, ricevo tonnellate di offerte di servizi seo e link building a costi stracciati e dai risultati “garantiti” (seeee), quasi sempre proposte da gruppi di indiani o cinesi.  LinkAloha fa le stesse cose solo in automatico, il che è ancora peggio.

Perchè gli schemi di acquisto links automatici, per quanto sofisticati, non possono competere con gli algoritmi di Google che prima o poi possono scoprirli e punirli duramente.

Come è già iniziato a succedere a LinkAloha, sull’orlo del baratro ancor prima di essere aperta al pubblico.

Nota: nell’esempio video, l’autore mostra come si sia posizionato con una key competitiva grazie alla sua piattaforma… peccato che la pagina posizionata sia su Hubpages.com, non su un suo dominio o sito.

Mi viene un sospetto… che abbia paura di usare il suo sistema su se stesso? :)

Non lo posso sapere per certo, ma so di sicuro cosa dire per concludere questo mio articolo:

Addio, LinkAloha!

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Jan 10

Mai dire a un seo che c’è un seo contest quando non se n’è accorto, soprattutto se è un bellimbusto come me! :D

Mi dispiace per Marco, causa inconsapevole ma prevedibile ;)

Ah si, il seo contest degli anelli con diamanti è finito, gli organizzatori sono in fase di selezione vincitori e… sembra che tantissimi abbiamo usato tecniche black-hat e quindi verranno squalificati!

Una fonte affidabile mi ha confermato che forse, con la nostra 18° posizione, abbiamo lo stesso la possibilità di rientrare in top10 visto che non abbiamo usato tecniche scorrette o non consentite!

Speriamo… in ogni caso è stata una bella esperienza, che non finirà certo qua.

Bene, ora buon bellimbusto a tutti! :)

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Dec 31

Cos’è makeityourring diamond engagement rings ?

Beh, è il nome del seo contest al quale Advertalis, la mia società, sta partecipando. O, per meglio dire, ha partecipato visto che la gara si concluderà tra poche ore.

Infatti l’arrivo del nuovo anno coinciderà con la fine di questo contest, molto lungo (durato tutto il 2011) e molto molto combattuto. I migliori seo di tutto il mondo si sono dati battaglia con tecniche più o meno lecite e devo dire che, tutto sommato, anche se non rientreremo nella top10 a meno di un po’ di squalifiche, sono soddisfatto dei risultati ottenuti fin’ora:  presenza nelle prime pagine dei risultati per tutta la durata della gara, attuale presenza in top20 e soprattutto vincita del minicontest “buy princess cut engagement rings online” che ci ha già abbastanza ripagati in termini di orgoglio professionale.

Ma ora è la volta di un altro minicontest chiamato cheap engagement rings for women che finirà in gennaio. Speriamo di fare bella figura anche qua! :)

Intanto, non resta altro che augurare a tutti

BUON NUOVO ANNO 2012!

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Dec 9

Ora vendo anelli di fidanzamento economici per donne?

Beh, non nel senso letterale del termine… infatti cheap engagement rings for women non è un’offerta di acquisto anelli scontati per ragazze, ma è il nome del nuovo mini concorso seo, solo su invito, organizzato da ShireeOdiz, designers di raffinati anelli di fidanzamento in diamanti. Il gara si svolge all’interno del più grande seo contest chiamato makeityourring diamond engagement rings, organizzato sempre da loro.

La nostra agency Advertalis ha appena vinto un altro mini contest dove bisognava posizionarsi primi con una keyword specifica e questo è molto molto simile.

L’obiettivo è quello di essere i primi su Google.com cercando anelli di fidanzamento più economici per le donne e la fine della sfida è nel mese di gennaio 2012.

Tutti gli esperti seo e le agenzie invitate a partecipare infatti hanno iniziato a creare pagine e, a volte, interi siti web nuovi di zecca con tanto di dominio apposito, solo per raggiungere il primo posto.

Anche noi, come al solito, faremo del nostro meglio per ottenere il massimo risultato!

Ultima nota: la nostra posizione nel concorso principale è recentemente cambiata in meglio, cioè dal 28-29° posto alla 15° posizione: prima pagina dei risultati, stiamo arrivando! :)

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