Ogni tanto scarico ebooks e altro materiale che poi non riesco a leggere per mancanza di tempo. A inizio anno ho scaricato un pdf scritto da un noto blogger, tale John Chow, dal titolo “fare soldi online” (”making money online“) dove vengono descritte le tecniche usate da questo signore per monetizzare il proprio blog assieme ai suoi siti.
Ho trovato il libro interessante, anche se propone tecniche spregiudicate, molto ai limiti delle linee guida dei motori di ricerca. Alcune sono valide mentre con altre, secondo il mio parere, si corre il rischio di essere bannati da Google in poco tempo.
Non ho intenzione qua di descrivere le strategie di John, giuste o sbagliate che siano. A me piace sperimentare di persona e dopo leggere come altri hanno fatto le mie stesse cose, con più o meno successo.
Comunque il caso di John Chow mi ha incuriosito, tanto che ho fatto delle ricerche sul suo conto.
Ho letto che il suo blog John Chow dot Com è stato bannato da Google essenzialmente per aver venduto links e fatto post (recensioni) a pagamento. Senza entrare in polemica con le decisioni di Google, che ovviamente pensa ai suoi interessi, bisogna constatare il fatto che è lui che detta le regole e quindi è suo diritto eliminare chi non le rispetta.
Ma visto che anche Google è in continua evoluzione ho voluto fare la mia ricerca personale sul caso, dato che le ultime news su questo ban lo ho trovate aggiornate al 2007/inizio 2008.
Così ho scoperto una cosa curiosa: a differenza di quanto letto, il blog di John non è più bannato da Google ma evidentemente la sua classifica è stata azzerata e la sua scalata è ricominciata daccapo.
Prima il suo blog appariva primo cercando il suo nome (facile) e con le parole “making money online” (moooolto difficile). Ora con quest’ultima ricerca è sparito, ma cercando “John Chow” risulta essere in 5° pagina di Google.com
In compenso altri si sono approfittati di questo gap: il primo con le parole “John Chow” è il sito John Cow dot Com, mentre 3° è il sito Not John Chow dot Com (non metto i links diretti per non aiutare ancora di più questi siti, come potete vedere).
Questi emuli del famoso blogger gli hanno reso pan per focaccia, come si suol dire. Ma anche questi sono stratagemmi che non ritengo eticamente corretti.
Quello che c’è di buono dalle parole di John Chow lo riassumo di seguito:
- non creare contenuti o siti solo per metterci pubblicità, ma scrivere per i visitatori
- usare tecniche diverse per monetizzare i propri siti
- creare tanti piccoli siti utili invece di buttarsi in un grande progetto unico, a meno che non raccogliate migliaia e migliaia di visitatori al giorno
Ultimo, aggiunto da me:
- non svelare mai le proprie tecniche, soprattutto se vanno contro le linee guida dei motori (sconsigliato in ogni caso)
Infatti appena tali tecniche vengono svelate può essere che un operatore di Google (o un’altro) le legga e vi banni di conseguenza!
Come nel caso di una società che, dopo essersi “vantata” di aver incrementato le visite mettendo il suo link su WikiPedia, è stata cancellata anche se gli articoli scritti erano pertinenti e contenevano altri links.


Nel maggio 2008 sono stato uno dei 4 fortunati vincitori del seo contest "


