La SEO è morta, lunga vita alla Nuova SEO

Dopo Google Penguin tutto il mondo del SEO è cambiato, nulla è come prima.

Le tecniche di basso livello, come le submissions a directory generiche, se già erano state fortemente devalutate, ora sono pressocchè inutili.

Ma possiamo dare torto a Google?

Direi di no, chi usa ormai le vecchie directories, residuo dell’era pre-motori di ricerca?
Io credo nessuno, tutti aprono Google e cercano là quello che gli serve, e se vedono una directory old-style la saltano e basta: non è quello che stanno cercando.

Le vecchie directories ormai le usano solo i SEO per fare link building di basso livello, ma ormai anche questa pratica è stata resa completamente inefficace dall’azione combinata degli ultimi due updates di algoritmo di Google, cioè il Panda (che ha svalutato tantissimo le directories per i loro poveri contenuti) e il Penguin, che ha punito i siti che hanno links provenienti da loro, o gli ha tolto quasi ogni potere, abbassando di conseguenza le loro posizioni in classifica a favore di altri siti con link più naturali.

Ma questi sono solo alcuni dei fattori che sono stati completamente rivoluzionati nell’ultimo mese. Infatti si parla anche di over-seo o over-optimization, widget e footer links, NEGATIVE SEO, domini parcheggiati e tanto altro… da Google stanno cambiando tante cose contemporaneamente, così tante che spesso è difficile capire da che update si sia stati colpiti o avvantaggiati.

Infatti ogni caso è diverso e Penguin non sempre ha fatto un ottimo lavoro, come scritto in questo interessante articolo su webpronews che mostra come un sito con ottima popolarità social (+10.000 likes su facebook, +15.000 follower su Twitter, ecc…) sia stato colpito dal Pinguino, probabilmente perchè ha distribuito gratuitamente ai suoi utenti un tema e un widget per WordPress con un link al loro sito. Anche questo tipo di links sono stati presi molto di mira, spesso ingiustamente perchè provengono da vecchi temi e widget creati anche prima dell’invenzione del rel=”nofollow”.

Questo pone un grande problema a chi deve gestire la visibilità di un sito con una lunga storia alle spalle.

Anche links di 5-6 anni o più, che fino a ieri passavano “link juice” (potenza) ora forse stanno passando una bella penalizzazione.

La VECCHIA SEO è morta, lunga vita alla NUOVA SEO!

A questo punto, le attività migliori da fare sono:

LINK PROFILING
E’ il primo passo da fare per vedere se avete la “coscienza pulita” e non correre rischi anche per il futuro. Si tratta in sostanza di ricavare il profilo dei backlinks del proprio sito, cioè la lista dei siti/urls che puntano a voi.

Dopo la “morte” di yahoo che mostrava quasi tutti i backlinks gratuitamente, le nuove alternative per scoprire i propri links sono Seomoz con il suo Opensiteexplorer, MajesticSEO e, il più completo non chè gratuito, Google WebMaster Tools, come scritto anche  Per usare quest’ultimo, dovete dimostrare di avere l’accesso e quindi la proprietà del sito inserendo un file nel dominio oppure usando altri sistemi di verifica, ma conviene assolutamente farlo perchè potreste avere messaggi da Google poco piacevoli che vi aspettano…

Anche Majestic permette di avere gratuitamente un report sui backlinks se si verifica il sito, non perdetevelo, andate in free reports! ;)

A dire il vero ci sono anche altri tools che uso per fare backlink profiling, ma di questi parlerò molto presto nel nuovo blog che sto creado appositamente e che si chiamerà WM Tools Reviews, ora è vuoto ma aspettate qualche giorno. ;)

Ma torniamo a noi: per dimostrare le differenze di risultati dei tre tools, eccovi un esempio pratico di cosa mi è apparso cercando i backlinks di un sito:

Open Site Explorer                785 domini unici che linkano il sito
Majestic                                746 domini unici che linkano il sito
Google Webmaster Tools      1249 domini unici che linkano il sito

Come potete notare, la differenza è notevole. D’altronde, con tutti i datacenter che ha, chi meglio di Google può conoscere i backlinks di un sito?

LINK PRUNING

Dopo che si ha in mano la lista dei backlinks del proprio sito, si può passare alla vera e propria pulizia, anzi “potatura” dei brutti links, visto che in inglese è stato chiamato “pruning”.

Si tratta di capire quali links sono buoni e quali è meglio rimuovere, contattando direttamente i webmasters se serve e seguendo indicazioni di base come queste, provenienti dal blog di Bruce Clay, noto esperto del settore.

Il link pruning merita certamente un discorso più approfondito, perchè cambia caso per caso, forse lo tratterò in qualche intervento successivo.

Piccolo suggerimento: se avete ripulito i links dei VOSTRI siti, potete andare in google webmaster tools e fare “fetch as Googlebot” seguito da un bel “resubmit to index”.  In caso abbiate rimosso dei links site-wide (su tutte le pagine del sito, in footer o colonna ad esempio), selezionate l’opzione per re-inviare tutte le pagine del sito a Google.   Questo dovrebbe accelelare il crawling, cioè il passaggio del Googlebot, e velocizzare tutto il processo.

LINK PROSPECTING

Tra i “nuovi termini” comparsi recentemente nel mondo del SEO c’è anche questo, particolarmente importante se avete fatto molta pulizia di links:  in questo caso, il vostro sito potrebbe soffrire di carenza di links e abbassare di conseguenza le proprie posizioni.

A questo c’è un solo rimedio: un’iniezione di links freschi DI QUALITA’.

Per fare questo, ormai si fa un bel “link prospecting” che non è altro che la somma delle tecniche mirate a creare backlinks di alto livello, ricerche altamente personalizzate e dedicate, che si trasformano sempre più nel costruire relazioni umane, piuttosto che nel compilare moduli automatici.

Per fare un buon link prospecting di un sito bisogna analizzare tutte le sue possibilità di links, e queste variano di volta in volta.  Presto scriverò qualche caso pratico, tanto per fare un esempio concreto.

Bisogna far lavorare molto intuito e fantasia, ma ci sono alcuni passaggi standard che possono essere applicati a tutti, eccone un paio:

  1. analizzare i backlinks degli avversari  (e cercare di ottenere gli stessi buoni links, evitando i cattivi!)
  2. valutare se il sito può essere iscritto in qualche associazione o portale in base al suo argomento (per attività commerciali, sempre chiedere un link al sito della propria camera di commercio, associazioni di cui si è membri, portali dedicati alla regione e provincia, ecc…)
  3. analizzare la tecnologia del sito e iscriverlo in portali dedicati, se possibile (siti di showcase di CMS come Joomla o Drupal, siti con codice HTML/CSS validato, siti sviluppati in HTML5, ecc…)
  4. …e tante altre tecniche simili.

Ma queste sono tecniche di medio livello, non troppo avanzato (dipende anche come sono eseguite, soprattuto la prima).

La tecnica migliore è sempre e solo una:  creare buoni contenuti e diffonderli nel modo giusto!

Così farete felici tutti: i vostri visitatori, Google e voi stessi! :)

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